Evitate le trappole peggiori. La Juve per la storia (e per il ranking); la Lazio può continuare a stupire

Evitate le trappole peggiori. La Juve per la storia (e per il ranking); la Lazio può continuare a stupireTUTTOmercatoWEB.com
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sabato 16 marzo 2013, 00:00Champions Insights
di Stefano Giovampietro

Affrontato e superato una volta ancora. Chi? Quel mostro chiamato "urna di Nyon". Tutti fanno finta di non temerlo, lasciandosi andare a dichiarazioni del tipo "qualsiasi avversario va bene", "a questo punto della competizione tutte le squadre sono forti" oppure la più classica di tutte "tanto se vuoi vincere la coppa devi batterle tutte". Come in ogni cosa, c'è sempre un fondo di verità, ma poi in privato davanti alla tv tutti, ma proprio tutti incrociano le dita e sperano che il mostro non affibi alla propria squadra l'avversario peggiore; un ostacolo quasi insormontabile.

D'altronde, va bene essere politically correct, ma vuoi mettere affrontare il Barça o il Malaga? Oppure affrontare il Chelsea o il Basilea? Non mentiamo a noi stessi: sarebbe come chiedere a una squadra straniera "vuoi giocare contro la Juve o contro il Catania?" (con tutto l'assoluto rispetto che nutro per la fantastica realtà siciliana); sarebbe come andare in un casello autostradale e dire "mi va bene qualsiasi soluzione per arrivare da Milano a Roma: non mi interessa passare da Bologna, da Firenze o da Pizzo Calabro". Vien da sè che tutti sanno quale sia la strada migliore e la più comoda da percorrere per arrivare alla sospirata finale, che sia a Wembley (per la Juve) o all'Amsterdam ArenA (per la Lazio). 

Perché è vero che bisogna batterle tutte, ma non proprio necessario. Non è detto che non si possa vincere la Champions League senza affrontare il Barcellona. Ci era quasi riuscito il Bayern Monaco l'anno scorso, ma non aveva fatto i conti con Drogba. La speranza che qualcuno faccia il lavoro sporco c'è. Ed è giusto che ci sia. Nascosti dietro all'improvvisato patriottismo, chissà quanti tifosi juventini avranno messo indosso la sciarpetta del Milan martedì, salvo poi scoprire che i catalani fanno davvero tanta, tanta paura. Ed è giusto anche questo! Perché il mostro è l'urna di Nyon, ma la paura deriva dalle avversarie che contiene.

Missione (parzialmente) compiuta! Evitate Barcellona e Chelsea per Juventus e Lazio. In seconda battuta evitate Real Madrid e Tottenham. E a fine cerimonia il pensiero comune è "poteva andare peggio". Di sicuro: i biancazzurri visti tra sedicesimi e ottavi non possono e non devono avere paura del Fenerbahce, squadra ostica, come tutte le turche, ma decisamente alla portata dopo il doppio colpo tedesco. Come il testimone (tedesco) che i capitolini hanno ceduto alla Juve. Sì, perché non c'è due senza tre: la Juventus è chiamata a vincere per se stessa, per la storia e per quel famigerato ranking, che è sempre meglio nutrire con tante vittorie (in particolare sulle tedesche).

Arriva il Bayern Monaco, voglioso di vendetta dopo la sconfitta in finale di Madrid contro l'Inter di Mourinho. C'è chi dice che era una delle peggiori avversarie. Io mi associo a chi la pensa al contrario: capovolgete il modo di guardare all'urna di Nyon e pensate: "E' andata peggio alla Juventus o al Bayern Monaco?". La prima vittoria dei bianconeri, antecedente quella (si spera) sul campo, è proprio questa. La Vecchia Signora non è più quella malvestita e maltruccata buttata fuori dalla Champions proprio dal Bayern Monaco. E' tornata bella come quella che trionfava sui maggiori campi d'Europa. Che non è più un'outsider e che vuole ritornare sul tetto d'Europa dopo tanto tempo, giocando con la leggerezza di chi vive questa competizione nella maniera giusta, grazie al grande lavoro di Conte.

E' un'altra Juve: che butta fuori il Chelsea campione in carica schiantandolo 3-0 in casa; che può accontentarsi del punticino contro lo Shakhtar e invece trionfa a Donetsk; che spazza via il Celtic come il lupo spazza via le prime due case dei tre porcellini. E che, non lo diranno mai, fa tremare le gambe anche al Bayern Monaco. Tutti lì a fare apprezzamenti alla Juve e a Pirlo, che in Germania ricordano molto molto bene, cercando di lusingare un avversario, refrattario a tutto questo. Perché ha una fame sconfinata, tipica di chi ha fatto un viaggio all'Inferno e ritorno. E che ora si gode il suo meritato posto al sole.