È la Champions delle Piccole! Platini se la ride alle spalle di chi lo criticava
Il grande vincitore della serata è Michel Platini. Il presidente della Uefa è infatti stato il grande promotore di una Champions League meno elitaria e più aperta alle novità e ai club vincitori di campionati considerati, spesso a torto, minori e ora ne sta raccogliendo i frutti. Nella serata di Champions infatti cadono tante big: dal Real Madrid al Manchester City fino al Milan. Volano invece le piccole con Porto, Malaga, Schalke e Borussia Dortmund che balzano al comando dei rispettivi gruppi mettendo in fila – almeno al momento – club con budget, storia e bacheche nettamente superiori. Se nei Gironi A e B la situazioni per le grandi – rispettivamente Paris Saint-Germain e Arsenal – non rischiano l'eliminazione nella fase a gironi forti dei 6 punti conquistati in tre gare, più complicata la situazioni delle grandi negli altri due gironi che si sono giocati mercoledì.
Nel Girone C infatti a sorpresa domina il Malaga che ha infilato tre vittorie su tre battendo big come lo Zenit San Pietroburgo – che ha speso 80 milioni sul mercato per i soli Hulk e Witsel – e il Milan, che ora rischiano di scivolare in Europa League. Gli spagnoli, sedotti, abbandonati e nuovamente sedotti dagli sceicchi, mostrano un gioco brillante e concreto che stupisce tutte Europa e porta risultati al di sopra di ogni più rosea speranza facendo sognare una città intere che ora vede ad appena un punto la qualificazione alla fase a eliminazione diretta della massima competizione europea a scapito di una delle squadre che dovevano dominare il girone.
Ancora più sorprendente la situazione del Girone D dove cadono le due squadre sulla carta più forti, Real Madri e Manchester City, sui campi di Dortmund e Amsterdam. Se lo scivolone del Real Madrid – alla 5° sconfitta consecutiva in Germania – non dovrebbe avere pesanti ripercussioni sul cammino europeo e sul futuro di José Mourinho, che punta con decisione al terzo successo europeo alla guida di altrettante squadre, più grave è la caduta del City di Mancini. La squadra inglese si trova infatti sul fondo della classifica ad un punto, conquistato grazie a un rigore dubbio nella sfida casalinga contro il Borussia Dortmund, e vede ad un passo l'eliminazione dalla massima competizione europea rischiando di sparire già a dicembre dal panorama calcistico europeo. Per Mancini sono guai grossi visto che il club da lui si aspettava un salto di qualità importante fuori dai confini nazionali dove ha fatto incetta di trionfi.
Il tutto per la felicità di Platini che se la ride alla faccia dei detrattori del suo progetto di allargare al maggior numero di Paesi possibili la coppa più importante d'Europa, anche alla luce dei buoni risultati raccolti da club come il Nordsjaelland, il Cluj o lo Shakhtar e dalle buone prestazioni di Celtic e Sporting Braga al cospetto di grandissime come Barcellona e Manchester United.
