Dio benedica l'urna di Nyon
Il sorrisone dei dirigenti interisti al momento del sorteggio dei quarti di finale è inequivocabile. Evitato il Real di Mou, evitato il Barcellona di Messi, evitati Carletto Ancelotti e Sir Alex Ferguson. Dio benedica l'urna di Nyon, favorevole ai neroazzurri. L'avversario sarà lo Schalke di Raul, che ha appena esonerato l'allenatore e sta andando malissimo anche in Bundesliga. La fortuna aiuta gli audaci, diceva un saggio. E l'Inter, di audacia, ne ha avuta da vendere. Ne ha avuta il tecnico Leonardo, approdato ad Appiano Gentile dopo una vita votata ai rossoneri del Milan. Ne ha avuta Moratti, cacciando via Benitez e riempiendolo di soldi, dopo aver vinto il Mondiale per club, per farsi da parte. Ne ha avuto Pandev, sempre criticato e bistrattato come un Choutos qualunque, che si è permesso il lusso di siglare il gol qualificazione al 90' all'Allianz Arena.
Ora, come detto, c'è l'ostacolo Schalke. Attenzione ai cali di concentrazione e attenzione a non sottovalutare l'avversario. Il turno è agevole. L'Inter è obiettivamente due spanne sopra i tedeschi, ma proprio in queste partite, che sembrano scontate, può scapparci la sorpresa. Intanto ci sono Chelsea e Manchester che aspettano, per una semifinale che potrebbe essere veramente spettacolare. E poi la finale, presumibilmente contro una tra Real Madrid e Barcellona. Sfidare il passato con i galacticos e Mourinho in panchina o replay, dopo la splendida vittoria dello scorso anno, contro il Barcellona dei fenomeni?
Basta fantasticare, diamo tempo al tempo. Ora c'è lo Schalke, c'è un derby in campionato che vale quasi uno scudetto. Poi si penserà al futuro. E se sarà roseo come sembra, i presupposti ci sono tutti, i neroazzurri dovranno ringraziare anche l'urna di Nyon. Quest'anno è stata proprio benevola.
