Come Davide e Ulisse

Come Davide e UlisseTUTTOmercatoWEB.com
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mercoledì 25 aprile 2012, 00:01Champions Insights
di Fabrizio Romano

Che meraviglia. L'augurio migliore che si possa fare a posteriori è che chiunque abbia potuto godersi Barça-Chelsea in tutte le sue emozioni, dalla coreografia iniziale fino all'inno conclusivo con tutto il Camp Nou in piedi. In mezzo, la stoica squadra di Londra che sconfigge i giganti della Catalunya. In novanta minuti, dopo l'1-0 di Stamford Bridge, il riassunto più bello di quello che vuol dire il calcio come sport, in assoluto. Guai a chi parla di catenaccio del Chelsea in chiave negativa: il puzzle di Roberto Di Matteo è stato perfetto, fatto di cuore e sacrificio, spirito e organizzazione, cinismo e quella cattiveria che non deve mai mancare. Appannato il Barça, il cui titic-e-titoc è servito a ben poco. Tre partite senza vincere, due sconfitte e un pareggio che vale come ko, sembra un'eresia eppure è tutto vero.

Lo spettacolo del calcio è tutto qui. Il Chelsea sembrava una squadra morta, quando l'assistente dell'allenatore costato 15 milioni ed esonerato a metà stagione è arrivato tra lo scetticismo generale. E poi, come d'incanto, dal rodaggio al sogno, una notte tra centomila catalani che passerà alla leggenda. In dieci uomini, nel momento più difficile, senza il proprio capitano: un gioiello di Ramires, poi il coltello fra i denti e due legni benedetti colpiti da quel terribile spauracchio chiamato Messi. Non ci è riuscito neanche dagli undici metri, non era la sua notte. Ha steccato le tre partite più importanti della stagione, brutta botta per la Pulce, dal paradiso all'inferno. L'incantesimo color Blue si è materializzato con il gol nel finale di Fernando Torres, dall'inferno al paradiso, percorso inverso. Quanto è maledettamente bello, il calcio. Il Chelsea ci consegna una lezione chiara e soave, quasi aulica: bisogna crederci sempre, perché con il sacrificio e l'unione d'intenti si può fare tutto. Anche Davide può battere Golia, anche Ulisse può sconfiggere Polifemo. Partite come queste andrebbero mostrate nelle scuole, fino alla fine, fino alla sportività dei giocatori blaugrana e della gente catalana. Le bandierine sventolavano, Guardiola con il sorriso ha salutato Di Matteo, Xavi piangeva ma abbracciava Fernando. Lunga vita al calcio e a chi ne può godere. Perché impossible is nothing...