Barça in finale, bentornato Abidal
E' finita come tutti, o quasi, pensavano. Guardiola e il suo Barcellona raggiungono la finale di Champions League, la seconda negli ultimi tre anni. Eppure, nonostante la qualificazione fosse quasi scontata, oggi la partita è stata più bella e spettacolare dell'andata. Il Real ha messo in difficoltà gli azulgrana per i primi dieci minuti, pressando in ogni zona del campo. Poi è ripreso il solito possesso palla prolungato del Barcellona, che ha addormentato i ritmi della partita e ha controllato senza troppi patemi il match. Il gol di Pedro e il pareggio di Marcelo hanno reso ancora più bella la partita, combattuta sino agli ultimi minuti.
Per quanto riguarda la sfida Messi-Ronaldo, l'argentino ha trionfato ancora. Oggi non è andato in gol, ma ha messo in affanno la retroguardia madrilena. Ronaldo invece impalpabile, nervoso e poco ispirato. Così come Kakà, promosso titolare al posto di Ozil, ma decisamente deludente. Sontuosa invece la prova di Gerard Piquè, muro insormontabile della difesa di Guardiola. Nel Real Madrid invece ottima partita di Arbeloa, che ha limitato Villa, e Diarra, molto falloso ma sempre pronto a disturbare la manovra di Xavi e Iniesta.
Niente notizie di Mourinho: pare che il tecnico del Real abbia seguito il match dalla tv di una stanza di albergo, dando indicazioni via cellulare. Chissà se sarà soddisfatto della prova dei suoi. Sicuramente, azzardiamo, non sarà soddisfatto della prova del direttore di gara De Bleeckere, che ha annullato un gol -parso regolarissimo- di Higuain. C'è anche da dire che l'arbitro belga è stato molto permissivo con i centrocampisti del Real, specie su Alonso e Diarra, così come con Adebayor, entrato in campo nella ripresa come fosse tarantolato, aggredendo tutti gli avversari con entrate non proprio amichevoli.
La degna conclusione dell'analisi del match è il pensiero per Eric Abidal. Il francese è tornato in campo 46 giorni dopo un'operazione al fegato per l'asportazione di un tumore. L'applauso tributatogli dal Camp Nou al momento del suo ingresso è stato da brividi. Un brivido e un'emozione che sicuramente il francese ricorderà per tutta la vita. Bentornato Eric.
