Bayern Monaco, dopo 11 anni occasione unica all'Allianz Arena

Bayern Monaco, dopo 11 anni occasione unica all'Allianz ArenaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 19 maggio 2012, 19:00News
di Simone Lorini
fonte Sportsbook24.net

A due anni dalla disfatta di Madrid contro l'Inter e undici dall'ultimo successo, il Bayern Monaco torna a sul palcoscenico finale della massima competizione continentale: la Champions League. Un percorso partito da lontano, ossia dai preliminari vinti sullo Zurigo, e passato attraverso un girone ostico, vinto brillantemente su Manchester City, Napoli e Villarreal e l'eliminazione, nell'ordine, di Basilea, Marsiglia e Real Madrid. Tradizione - quattro Coppe dei Campioni e nona finale nella competizione, che ne fanno la terza squadra dietro Real Madrid e Milan  - e ambientazione - Allianz Arena, dove il Bayern Monaco ha sempre vinto nelle ultime sette occasioni durante la manifestazione e vanta un record di 14 vittorie nelle ultime 15 gare gare interne in Europa - rendono i bavaresi i naturali favoriti al trionfo, ma la squadra guidata da Heynckes, che potrebbe mettere in bachca la seconda Coppa "dalle grandi orecchie" da allenatore (la prima col Real Madrid nel 1997-98), sembra essere in preda a una stagione maledetta, che fin qui li ha condannati a due secondi posti in Bundesliga e DFB Pokal (più semplicemente, la Coppa di Germania, persa malamente una settimana fa per 5-2 contro il Borussia Dortmund). Assumendo le vesti della volpe con l'uva, il presidente Hoeneß ha precisato che è soprattutto la dimensione internazionale, tanto più che la finale è in casa propria, ad interessare a una grande squadra come il Bayern: in realtà, dopo l'importante campagna di investimenti estiva, a rischio è soprattutto il progetto, con l'evenienza di una seconda stagione senza titoli (se si esclude la Supercoppa tedesca sollevata nella passata stagione) che potrebbe far saltare il banco, innescando la miccia della definitiva deflagrazione di uno spogliatoio che assomma tanti fuoriclasse quanti caratteri poco domabili. Si gioca tutto allora la compagine teutonica che, per controbilanciare il pessimo passato contro le squadre inglesi nell'epilogo della competizione (sconfitte con Aston Villa nel 1981-82 e Manchester United nel 1998-99 a fronte della vittoria sul Leeds nel 1974-75), si farà forza innanzitutto del fattore campo: i precedenti dicono infatti che due volte sulle tre complessive la squadra che ha giocato la finale di Champions League sul proprio terreno di gioco, ha finito per alzare il trofeo (Real Madrid nel 1956-57 , Inter nel 1964-65; unica eccezione la Roma nel 1983-84).

Chiave tattica: il calcio praticato dai bavaresi è basato su un 4-2-3-1 votato alla costruzione dell manovra: anche in Champions League come in Bundesliga, nonostante su percentuali più basse, la squadra di Heycknes tende a tener palla più dell'avversario (56.2%). Oltretutto, l'esclusione forzata dell'unico vero mediano, Luiz Gustavo - squalificato come Alaba e Badstuber - costringerà ad arretrare sulla mediana Kroos, secondo miglior assistman di squadra nella competizione (4 passaggi vincenti), inserendo Müller nel tridente alle spalle di Gomez, in una versione decisamente offensiva della squadra che fin qui, preliminari compresi, ha messo a segno 28 reti (media precisa di 2 reti ad incontro, contro le 9 reti incassate). La grande mole offensiva viene pagata, talora, in fase difensiva, dove sovente il pacchetto arretrato resta scoperto e paga in termini di cartellini (26 ammonizioni e un'espulsione, peggio curiosamente solo il Chelsea) oltre che di gol, tendendo a soffrire soprattutto sulle palle alte (49% di successo nei duelli aerei).

Protagonisti: Nella difesa falcidiata da infortuni e squalifiche i perni restano capitan Lahm e Neuer, capace di tenere imbattuta la porta, sempre tenendo conto anche dei preliminari, in ben sette occasioni su 14, di cui quattro nella Fußball Arena München; a completare il reparto dovrebbero essere il veterano ucraino Tymoschuk nel cuore della difesa e il giovane Contento a sinistra, che si gioca il posto con il più offensivo Pranjić. In mediana tandem di ricamatori con Schweinsteiger e Kroos a cucire il gioco, con la fase offensiva affidata alle giocate dell'uomo degli assist Ribery (5), che è anche il giocatore ad aver subito più falli durante il torneo (42) ed è chiamato insieme a Robben e Müller ad innescare il finalizzatore della squadra: Mario Gomez. L'attaccante teutonico ha davvero indossato i panni di SuperMario mettendo a referto 12 dei 25 gol segnati (cioè il 48%) dalla squadra dopo dopo i preliminari: ad impressionare è soprattutto la sua media-gol sul campo di casa, che parla di 1.83 reti siglate a partita nel torneo di questa stagione.

Probabile formazione: (4-2-3-1) Neuer; Lahm, Boateng, Tymoschuk,Contento; Schweinsteiger, Kroos; Robben, Müller, Ribery; Gomez.

In caso di rigori: il Bayern Monaco ha fin qui sempre vinto quando è arrivato alla lotteria dei rigori in un competizione Uefa (4-3 contro l'Åtvidaberg, primo turno Coppa dei Campioni 1973-74; 9-8 contro il PAOK, secondo turno Coppa UEFA1983-84; 5-4 contro il Valencia, finale Champions League 2000-01; 3-1 contro il Real Madrid, semifinale dell'attuale Champions League). Venticinque sono invece i rigori calciati dai bavaresi negli ultimi due anni fra Bundesliga e Champions League, con ben otto errori dagli undici metri (percentuale di realizzazione del 68%), così distribuiti: tre fra i rigori calciati a sinistra (cioè alla destra del portiere), altrettanti per mira sballata, ossia calciati fuori dallo specchio, e due infine fra i rigori calciatti a destra (cioè alla sinistra del portiere).