Chelsea, obiettivo finale: Di Matteo per stupire, la squadra per cancellare Mosca

Chelsea, obiettivo finale: Di Matteo per stupire, la squadra per cancellare MoscaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 19 maggio 2012, 18:00News
di Simone Lorini
fonte Sportsbook24.net

Quattro anni dopo lo scivolone di Terry dagli undici metri, che compromise la finale con il Manchester United, il Chelsea ritorna sul proscenio calcistico più importante del continente, la finale di Champions League, per cancellare quel beffardo precedente ed entrare nella storia regalando ai tifosi e, soprattutto, al patron Abramovic il grande sogno della Coppa "dalle grandi orecchie", desiderio mai nascosto del magnate russo. Esattamente come quattro anni, quando Hiddink prese il posto di Scolari, i Blues arrivano all'appuntamento finale al termine di una stagione tribolata, che ha costretto all'avvicendamento in panchina di due allenatori, con il pratico Di Matteo subentrato all'avveniristico ma poco efficace Villas-Boas. Superato da prima, seppur con qualche brivido, il girone (avversari Bayer Leverkusen, Genk e Valencia), la squadra londinese si è fatta strada abbattendo le resistenze, nell'ordine, di Napoli, Benfica e Barcellona, sconfitto al termine di una duplice sfida ricca di pathos. Vietato sbagliare stavolta, nonostante qualche maligno sussurri che Abramovic speri nella sconfitta per potersi liberare di Di Matteo senza polemiche: essendo arrivati sesti in Premier League, i Blues non hanno ottenuto il pass per la prossima Champions League, cui non parteciperanno se non dovessero vincere stasera. Al di là dell'importanza della posta in palio, già di per sé sufficiente, il Chelsea conta pure sulle motivazioni aggiuntive del proprio allenatore, determinato a lasciare il segno aggiudicandosi il secondo trofeo in pochi mesi dopo la prestigiosa FA Cup vinta sul Liverpool e mettere così in difficoltà il patron russo, e su quelle dei senatori, imprescindibili, che si giocano probabilmente l'ultima chance di alzare al cielo la coppa più ambita del continente. L'impresa è davvero difficile perché il Bayern Monaco ha fame di vittorie dopo quasi due stagioni senza successi e l'incontro si disputa all'Allianz Arena, tana proprio dei bavaresi che vi hanno perso un solo match degli ultimi 15 disputati in competizioni UEFA e hanno un filotto aperto di sette vittorie consecutive. Non resta allora che sperare nella buona tradizione delle squadra inglesi contro le tedesche nelle finali della competizione: sui cinque precedenti infatti soltanto una volta è stata la compagine teutonica ad avere la meglio (Bayern Monaco-Leeds 2-0 nel 1974-75 l'unica eccezione, con i bavaresi che hanno poi perso contro l'Aston Villa nel 1981-82 e il Manchester United nel 1998-99, oltre alla debacle del Borussia Mönchengladbach con il Liverpool nel 1976-77 e l'insuccesso dell'Amburgo contro il Nottingham Forest nel 1979-80).

Chiave tattica: Le semifinali col Barcellona dimostrano la pragmatismo italico di Di Matteo, che non bada a ricami e spettacolo quando c'è da giocarsi un obiettivo importante. Lo schieramento è basato su un 4-3-3 molto fluido e attendista (44.9% di possesso palla in media), con i rischi di un tale approccio che sono stati fin qui pagati soprattutto in termini di tiri concessi (16.5 di media a partita, la settima più alta della competizione), reti subite (11, media di 0.92 gol subiti a partita) e cartellini (27 ammonizioni e 1 espulsione, primato negativo stagionale) mentre l'attacco ha approfittato dei contropiedi, oltre che dei calci piazzati (61% dei duelli aerei vinti) per mettere a segno 24 gol (media spaccata di 2 gol a partita, come i rivali di stasera): numeri che comunque non hanno impedito ai Blues di rimanere imbattuti negli ultimi cinque incontri del torneo.

Protagonisti: le assenze di Terry e Ivanovic pesano parecchio sulla retroguardia, che Di Matteo sistemerà impiegando Bosingwa in fascia e il talentuoso ma disattento David Luiz in mezzo, a far coppia con Cahill, mente a sinistra sarà dato a spazio a Cole. Assenze gravi pure a centrocampo, dove mancheranno gli squalificati Raul Meiereles e Ramires, cardine della squadra con la sua capacità di essere a seconda delle occasioni esterno d'attacco e centrocampista aggiunto: largo dunque ad Essien e Kalou, con Malouda possibile alternativa ai due, mentre sono confermati il frangiflutti Mikel e Lampard, capito e regista della squadra oltre autore fin qui di tre assist e altrettanti gol. Un assist e un gol in meno invece per Mata, chiamato a dare il massimo supporto all'uomo delle finali, Didier Drogba, che quest'anno ha già messo il sigillo in quella di FA Cup: cinque gol in sei partite per lui nell'attuale Champions League, con anche due assist. L'uomo a sorpresa, magari a gara in corso, potrebbe essere Fernando Torres, che nonostante un'altra annata sottotono è il miglior assistman dei Blues nel torneo e il secondo marcatore, con quattro assist e altrettanti gol.

Probabile formazione: (4-3-3) Cech; Bosingwa, Cahill, David Luiz, Cole; Mikel, Essien, Lampard; Kalou, Mata, Drogba.

In caso di rigori: Non arride di certo al Chelsea il breve bilancio delle occasioni in cui i Blues si sono giocati una partita dagli undici metri in una competizione UEFA: gli unici due precedenti  (1-4 contro il Liverpool, nella semifinale di Champions League 2006-07 e il già citato 5-6 contro il Manchester United nella finale di Champions League 2007-08) parlano infatti entrambi di sconfitte. Negli ultimi due anni, invece, fra Premier e Champions League, il Chelsea ha tirato 18 calci di rigore, mettendone a segno 14 (percentuale di successo del 78%); curiosamente tre dei quattro errori sono arrivati quando il tiro è stato indirizzato a sinistra (cioè alla destra del portiere), mentre nessun rigore è stato fallito per mira difettosa, ossia con tiri fuori dallo specchio della porta.