Manchester City-Psg, le pagelle: De Bruyne decisivo, Ibra e Cavani deludenti

Manchester City-Psg, le pagelle: De Bruyne decisivo, Ibra e Cavani deludenti

 di Vincenzo Siciliano articolo letto 612 volte

Le pagelle di Manchester City-Paris Saint Germain

Hart 6,5 Sempre attento attento il portiere inglese sui vari tentativi dei francesi

Sagna-Clichy 6 Non spingono molto nel corso del match ma si fanno trovare sempre ben posizionati

Otamendi-Mangala 6,5 I due centrali del City bloccano qualsiasi azione, cross o tiro del PSG

Fernando-Fernandinho 6 Non hanno la qualità tecnica di Tourè in mezzo al campo, ma svolgono alla perfezione il loro compito davanti la difesa

Jesus Navas 6,5 Tanta corsa sulla fascia destra che costringe Maxwell ad abbassarsi di continuo

De Bruyne 7 E' il man of the match. Pagato molto in estate non ha fatto rimpiangere la dirigenza inglese che ha investito tanto sul belga: il suo gol regala una qualificazione storica al City

David Silva 6 Non la miglior prestazione per lo spagnolo che comunque offre qualità dietro Aguero

Aguero 5,5 Il rigore sbagliato dall'argentino poteva compromettere la qualificazione, ma il Kun non si è abbattuto e ha provato a rifarsi con delle conclusioni dalla distanza

 

Trapp 5,5 Chiamato poche volte in causa sul gol di De Bruyne ha ben poco da recriminare

Aurier 5 Il rientro in squadra non ha giovato al giocatore che non sembra essere nei ritmi partita

Thiago Silva 6,5 Riesce a chiudere tutte le offensive del Manchester City: presente ovunque in campo

Marquinhos 5,5 Costretto a giocare anche fuori posizione l'ex Roma non offre una buona prestazione

Maxwell 5,5 Ha in Jesus Navas un brutto cliente: poco incisivo in fase offensiva

Motta-Pastore 6 Si alternano come cervelli del centrocampo: da loro partono le poche azioni del PSG

Di Maria 5,5 Non rende al massimo nella posizione di centrocampista: sacrificato a causa delle numerose assenze nella zona centrale del campo

Cavani-Ibrahimovic 5 Da due attaccanti come loro ci si aspetta sempre qualcosa di più. Lo svedese si rende pericoloso solo su calcio da fermo: la Champions rimane ancora stregata per Ibra