Un'Europa poco <i>Champions</i>: Il Real stende un Apoel arroccato. Di Matteo si conquista un altro pezzo di panchina senza entusiasmare

Un'Europa poco Champions: Il Real stende un Apoel arroccato. Di Matteo si conquista un altro pezzo di panchina senza entusiasmare

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Tommaso Maschio articolo letto 1735 volte

Nella serata dei primi due quarti di finale si è visto un livello di gioco veramente basso da parte di almeno 3 squadre su 4. Fa eccezione il Real Madrid di José Mourinho che domina, seppur sterilmente, per 70 minuti un Apoel che mette in mostra un solido catenaccio e poco altro. Quando poi le forze fisiche e mentali la squadra di Cipro si scioglie come neve al sole sotto i colpi di un Real cinico e concreto nella miglior tradizione delle squadre dello Special One. Decisivi gli ingressi dei brasiliani Marcelo e Kaka, che regalano ritmo e giocate ad una squadra apparsa fin lì bloccata e prevedibile, irretita fra le maglie strette di un Apoel molto 'italiano'.

Il Real, viste anche le avversarie nel cammino da qui alla finale, sembra avere la strada spianata per l'Allianz Arena dove si disputerà la fase conclusiva di una Champions League che appare minore guardando questa parte del tabellone.

Non brillano per spettacolo e gioco offensivo le altre due squadre che si contendono la semifinale. Il Chelsea da quando Roberto Di Matteo ha sostituito André Villas-Boas ha ritrovato una grande solidità difensiva sacrificando però l'attacco dove Fernando Torres, pur sembrando in crescita, non riesce ancora a sbloccarsi in Europa. Il gol di Kalou permetterà al Chelsea di giocare come meglio sa nella gara di ritorno a Stamford Bridge quando i Blues potranno agire solamente di rimessa e il Benfica dovrà per forza di cose sbilanciarsi in avanti più di quanto fatto finora nel cammino europeo. Nonostante i tanti giocatori offensivi e di fantasia infatti i portoghesi non riescono a brillare in avanti sprecando le poche occasioni concesse dagli avversari.

Di Matteo conquistando la qualificazione in semifinale, risultato insperato dopo il 3-1 subito al San Paolo di Napoli, potrebbe garantirsi la conferma sulla panchina dei londinesi nonostante il patron Abramovich cerchi un allenatore più glamour per il suo gioiello. I risultati e l'unità ritrovata nello spogliatoio potrebbero avere la meglio sulle mode del momento. Sempre ammesso che Abramovich abbia imparato dagli errori (leggi alla voce Villas-Boas).