Provaci ancora, Guidolin. Che sia questo l'anno buono? Il Braga non è l'Arsenal, ma...

Provaci ancora, Guidolin. Che sia questo l'anno buono? Il Braga non è l'Arsenal, ma...

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Alessandra Stefanelli articolo letto 1258 volte

A un anno di distanza dall'impresa soltanto sfiorata contro l'Arsenal. l'Udinese ci riprova. Dodici mesi dopo gli uomini di Francesco Guidolin sono riusciti nell'impresa di confermare il piazzamento della piazzata stagione, mettendosi alle spalle avversarie più blasonate (Napoli, Inter, Lazio e Roma) e - almeno sulla carta - più attrezzate. L'Udinese è ormai una realtà del calcio italiano, tanto che ormai nemmeno la definizione "sorpresa" le sta più a pennello. Le manca soltanto la zampata finale, il traguardo che secondo il presidente Pozzo darebbe un senso a un anno di lavoro: l'ingresso alla fase a gironi di Champions League.

Il nome dell'avversaria fa forse meno paura rispetto alla passata stagione. Lo Sporting Braga non è l'Arsenal, ha un prestigio internazionale ancora tutto da costruire. Ma nelle ultime due stagioni il suo score europeo è comunque di tutto rispetto. Nel 2009/2010, grazie al secondo posto ottenuto in campionato alle spalle del Benfica, il Braga ha conquistato la fase a gironi di Champions League. Dopo essersi qualificata al terzo posto, la formazione portoghese "retrocede" in Europa League, dove si rende protagonista di una straordinaria cavalcata: eliminati Liverpool e Benfica, il BRaga è costretto ad arrendersi in finale contro il Porto di André Villas-Boas. Un cammino non casuale, quasi ripetuto l'anno scorso, quando furono estromessi dalla competizione dall'Athletic Bilbao di Marcelo Bielsa in semifinale.

Un avversaria non impossibile ma nemmeno una squadra materasso. Anche e soprattutto perché l'Udinese ha dovuto necessariamente cambiare qualcosa rispetto alla passata stagione, cedendo giocatori fondamentali come Isla, Handanovic, Asamoah e Floro Flores. Ma la forza della formazione bianconera è sempre stata quella di sapersi rinnovare pur privandosi di alcuni pilastri considerati insostituibili. Di Natale è rimasto, qualcosa dovrà pur significare. E intanto i tifosi sperano che questo sia davvero l'anno buono.