I miracoli del calcio: il Verona di Bagnoli

I miracoli del calcio: il Verona di Bagnoli

 di Antonio della Volpe articolo letto 310 volte

L'Hellas Verona è una tra le più antiche società di calcio italiana, fondata nel 1903, ma che ha avuto il suo unico per ora, e storico momento di gloria nel campionato del 1984/85 quando giunge ad uno insperato e quanto mai impronosticabile scudetto. 

Sulla panchina veronese siede Osvaldo Bagnoli, che dopo una onesta carriera come giocatore, svolta principalmente nel ruolo di centrocampista, muove i suoi primi passi da allenatore nelle fila del Verbania, la società dove aveva concluso la carriera da calciatore; approda a Verona nel'81 e dopo il miracolo calcistico resta fino al 1990. Ha fatto applicare alle sue squadre (e in particolare al Verona) il cosiddetto catenacciochiedeva ai suoi giocatori di rallentare il gioco e far girare il pallone, oppure colpire velocemente in contropiede sfruttando al massimo il gioco sulle fasce e le verticalizzazioni]. Prediligeva lavorare su un gruppo ristretto, evitando il il turnover; era un abile motivatore e comunicatore con i propri giocatori, di cui cercava la collaborazione.

Elemento di spicco di quella squadra era da considerarsi Giuseppe Galderisi detto "Nanu" per il suo fisico non proprio statuario, che mette a segno 11 reti delle 42 totali.Galderisi collezionerà anche 10 presenze con 0 reti in nazionale e dopo lo scudetto passerà al Milan; oggi allena e attualmente è alla guida della Lucchese il Lega Pro. Altri elementi di spicco furono i 2 stranieri arrivati proprio in quell'estate: il tedesco occidentale Briegel (centrocampista) e il danese Preben Elkjær Larsen (attaccante), rivelazioni dell'Europeo, che misero a segno rispettivamente 9 e 8 reti. 

Il campionato si aprì il 16 settembre, quando sul prato del Bentegodi fu ospitato il Napoli dell'esordiente Maradona: il Verona vinse per 3-1; si chiuderà il 12 maggio con la conquista del titolo, con una giornata di anticipo, grazie al pareggio sul campo dell'Atalanta, sancendo uno dei più grandi e forse irripetibili miracoli calcistici italiani. Piccola particolarità, questo fu il secondo e per ora resta tale, campionato in cui le designazioni arbitrali furono eseguite tramite sorteggio e non per assegnazione.