I miracoli del calcio: il Cagliari di Riva

I miracoli del calcio: il Cagliari di Riva

 di Antonio della Volpe articolo letto 271 volte

Il Cagliari 1969/70 è la squadra del miracolo calcistico non di una club, ma di un'intero popolo. Alla guida in panchina c'era Manlio Scopigno, mentre in campo c'era la bandiera indiscussa di un club che ad oggi non ha mai più rivissuto un momento così esaltante, il bomber Gigi Riva.

Manlio Scopigno dopo una carriera da terzino diviso tra le esperienze in Rieti (città nella quale gli è stato intitolato lo stadio), Salernitana, Napoli (dove subisce un grave infortunio) e Catanzaro, inizia la sua carriera da allenatore proprio a Rieti, e dopo qualche anno approda al Cagliari. In pochi anni guida la squadra sarda ai vertici del calcio italiano con il secondo posto nel 1969 e soprattutto con lo storico scudetto del 1970, il capolavoro della sua carriera, anche se non può sedersi in panchina per buona parte del girone di ritorno a causa di una squalifica di cinque mesi per offese ad un guardalinee. Dopo la conquista del titolo di Campione d'Italia resta altri due anni in Sardegna.

Leader indiscusso in campo, come dicevamo, fu Gigi Riva; tra i bomber italiani più forti di sempre, sposa la causa isolana rifiutando a più riprese il possibile trasferimento in un top club. Nato a Leggiuno (provincia di Varese) nel '44 muove i primi passi nel Legnano, società dalla quale si trasferisce nel '63 a Cagliari (dove resta fino al '76) collezionando 164 reti in 315 presenze. Riva è stato per anni anche centravanti della nazionale italiana, dove ha realizzato 35 reti in 42 presenze, conquistando un secondo posta al Mondiale del '70 in Messico (dopo la partita del secolo in semifinale con la Germania dello stadio Azteca) e un Oro agli Europei nel '68 (giocati in Italia). 

Altri elementi di spicco di quella squadra furono il portiere Enrico Albertosi (dopo anni a cagliari si trasferì a differenza del bomber al Milan) che ripercorre la stessa carriera azzurra di Riva, ma con altri titoli a livelloo di club; Angelo Domenghini centrocampista (stessi risultati con l'Italia e autore della rete che portò al pareggio la nazionale nella finale erupea con la Jugoslavia) e Sergio Gori compagno di reparto di Riva.

Gigi Riva viene ricordato non solo per i risultati sportivi e per il suo sinistro micidiale, ma sopratutto per aver sposato una causa, quella sarda e di non averla mai tradita, simboleggiando ancora oggi quel calcio romantico, di cui oggi si sono quasi perse le tracce.