ATTENDIAMO!

ATTENDIAMO!

© foto di Federico De Luca
 di Nicola Galloro articolo letto 442 volte

Poche ore ancora e mister Conte diramerà l’elenco dei 23 che rappresenteranno una Nazione intera nella imminente rassegna europea d’oltralpe. Stasera, infatti, il commissario tecnico ufficializzerà a Roma le proprie immodificabili scelte.

L’avvicinamento all’annuncio della lista convocati, tuttavia, è condizionato da contingenze angoscianti e preoccupanti. Come dire, non proprio preferenze di puro valore ma dettate forse da motivazioni di opportunità. Preoccupa, tra gli altri, lo status fisico di Montolivo, che ha accusato una fitta al polpaccio. Un centrocampista che, non opzionabile alla vigilia, ora serve proprio a questa selezione. Le assenze forzate di Marchisio e Verratti inducono ad individuare Montolivo come raro superstite della tecnica calcistica nazionale.

Il milanista certamente non ha folgorato per rendimento espresso nelle ultime stagioni; ha subito una netta involuzione di personalità e qualità di giocata rispetto ai tempi non già così remoti della Fiorentina. E però oggigiorno rappresenta un sicuro perno di riferimento, quantomeno per la bontà di idea, a tratti eleganza, che caratterizza ogni suo tentativo di manovra. E poiché l’attualità consegna una Nazionale carente in termini di inventività, allora convocare Montolivo è un must. Altro è poi l’impiego che seguirà.

L’amichevole ultima con la Scozia deve essere ragionevolmente contestualizzata, soprattutto per attendibilità ed affidabilità di spunti che può razionalmente offrire. È un test match e come tale la prestazione, per quanto individualmente sorretta e motivata da una futura convocazione, non può essere adeguatamente valutata. A livello assoluto il gioco espresso, non scintillante, soddisfa molto poco anche se vi è l’insita speranza di un mutamento negli impegni ufficiali. Di indubbiamente buono il rendimento di Giaccherini, stranamente impreciso sotto porta. Così come la prolificità di Pellè, ancora a segno in territorio maltese e dalla media realizzativa di un gol ogni 2,4 partite. Statistiche che valgono da sole i gradi del titolare inamovibile; una prima punta di tal fatta manca da tempo allo scacchiere azzurro.

La storia italiana di preparazione ad una competizione dimostra come si parta sempre a fari spenti, per dirla con Lippi, per poi compiutamente sterzare quando l’assillo della vittoria prevale sulla decoubertiana mera partecipazione.  E quindi poco male se si arranca con la Scozia, poco male se non si dovesse furoreggiare nell’ultima amichevole pre-Europeo con la Finlandia. Attendiamo fiduciosamente l’esordio di giorno tredici contro i valloni (e) fiamminghi: è quello e solo quello lo step successivo cui legare ogni tipo di giudizio.

Per intanto, ed in attesa di questa sera, sorprende la scelta della Federazione, dicasi meglio del Coni, di annunciare il nuovo commissario tecnico il sette giugno. A tre giorni dall’inizio del torneo, a sei dal debutto ufficiale dell’Italia. Non si rischiano effetti controproducenti? Quasi quasi, rinvio per rinvio, sarebbe opportuno uno slittamento di tale ulteriore divulgazione al post Europeo.